Prato Nevoso, 1966: la conca, i primi maestri e il legame con la Liguria
La nascita della stazione, le prime lezioni e le famiglie arrivate dal mare: una storia che comincia nella conca.
La storia di Prato Nevoso comincia con una conca e con l’idea di farne una stazione sciistica. Le ricostruzioni locali indicano il 1966 come anno della nascita e ricordano l’iniziativa dell’imprenditore savonese Giacomo Dodero.
Il paesaggio suggeriva una direzione precisa. Tra il Malanotte e il Prel, i pendii confluivano in uno spazio centrale adatto all’arrivo delle piste. L’associazione Uniti per Prato Nevoso ricorda questo disegno naturale, insieme all’esposizione a nord-ovest, fra le ragioni dello sviluppo della località.
La conca e le prime lezioni
Inizialmente funzionavano un impianto baby e lo skilift giallo. Una testimonianza sui primi anni dello sci in paese conserva i nomi dei quattro maestri attivi nella stagione 1967–68: Albertino Pons, Rino Ricca, Piero Siccardi e Francesco Allegro. Un piccolo gruppo, dentro una località che stava prendendo forma.
L’avvio degli impianti accompagnò la crescita dell’abitato. Nella memoria raccolta dall’associazione locale, lo sviluppo portò nuovi residenti e attività commerciali. Accanto alle piste iniziava così la vita del paese, con i servizi necessari a chi saliva per sciare e a chi si fermava.
Dal mare alla montagna
La provenienza savonese di Dodero introduce un altro capitolo: il rapporto con la Liguria. Nella storia raccolta dall’associazione locale, le famiglie liguri occupano un posto preciso. La vicinanza a Savona e Genova favorì soggiorni ripetuti e giornate sulla neve, accanto alle presenze dal Piemonte.
La montagna entrava nelle abitudini di chi abitava sulla costa. Case usate in più stagioni e ritorni frequenti aiutano a capire come una destinazione di vacanza possa diventare un luogo familiare.
Per chi arriva oggi, riconoscere questi inizi aggiunge qualche dettaglio alla passeggiata in paese. Nella conca di Prato Nevoso si può cercare il punto da cui partire con lo sguardo: seguire i pendii verso il centro e immaginare lo spazio dei primi due impianti.



