Prato Nevoso e il Giro d’Italia: tre arrivi, tre storie
Tonkov nel 1996, Garzelli nel 2000 e Schachmann nel 2018: le giornate in cui la corsa rosa ha raggiunto Prato Nevoso.
Prima Loano, poi Genova, infine Abbiategrasso. Le partenze cambiano, il traguardo è Prato Nevoso. Fra il 1996 e il 2018 il Giro d’Italia è arrivato tre volte nella località, con vincitori e finali diversi. Due di quei corridori avrebbero portato la maglia rosa fino al termine della corsa.
Rileggere quelle giornate permette di ritrovare la montagna dentro un’altra stagione: l’asfalto al posto della neve, le biciclette sulla strada che sale al paese. E pochi chilometri finali capaci di cambiare il significato di una giornata intera.
1996: Tonkov vince e veste la maglia rosa
Il 31 maggio 1996 il gruppo partì da Loano per una tappa di 115 chilometri. Pavel Tonkov raggiunse per primo Prato Nevoso in 3 ore, 13 minuti e 23 secondi. Sul podio lo aspettava anche la maglia rosa.
L’archivio storico della Gazzetta conserva entrambe le vittorie di quel giorno: la tappa e il primato in classifica. Il 9 giugno, a Milano, Tonkov avrebbe festeggiato il successo finale davanti a Enrico Zaina e Abraham Olano. Per Prato Nevoso era l’inizio della storia con il Giro.
2000: Garzelli sulla strada verso il successo
Il 1 giugno 2000 arrivò il turno di Stefano Garzelli. La corsa partiva da Genova e il corridore della Mercatone Uno–Albacom vinse sul traguardo di Prato Nevoso. Francesco Casagrande conservò quel giorno la maglia rosa.
Il successo di Garzelli acquistò un altro peso tre giorni dopo: il 4 giugno fu lui a chiudere il Giro al primo posto, davanti a Casagrande e Gilberto Simoni. Nell’albo dell’edizione 2000, Prato Nevoso è così una delle tappe del percorso verso la vittoria finale.
2018: la fuga di Schachmann
Il 24 maggio 2018 il Giro tornò con la diciottesima frazione, da Abbiategrasso: 196 chilometri. Maximilian Schachmann conquistò l’arrivo al termine di una lunga fuga, mentre Simon Yates rimase in rosa.
La cronaca Rai restituisce il doppio ritmo del finale: davanti la lotta per la tappa, dietro il confronto fra gli uomini di classifica. La stessa salita teneva insieme due corse. Il vincitore della giornata e i candidati alla maglia rosa affrontavano gli ultimi chilometri con obiettivi diversi, fino a ritrovarsi sulla stessa linea d’arrivo.



